LIbertà visionaria

di Ugo La Pietra

pubblicato su Mestieri d’Arte & Design. Crafts Culture n. 27 settembre - 2023

È fuori dubbio che l’opera con il massimo d’invenzione e di raffinato virtuosismo rimanga ancora oggi il Codex Seraphinianus (pubblicato nella prima edizione da Franco Maria Ricci nel 1981). Trecentosessanta pagine di straordinari disegni, associati a una scrittura inventata e fortemente legati alla tradizione delle più importanti opere surrealiste del secolo scorso. Il grande successo di quest’opera – amata e apprezzata da artisti, scrittori, intellettuali – ha un po’ oscurato il grande impegno di Serafini come artista che si è mosso anche nei territori dell’architettura e del design.

Il coraggio di essere unici passa attraverso la libertà d’espressione. Luigi Serafini, artista visionario, supera magistralmente i limiti del formalismo e stravolge i linguaggi e i canoni dell’arte e del design, giocando con immaginazione, estro e abilità.

Luigi Serafini si fa conoscere con alcune sue opere già nella prima mostra di Memphis (settembre 1981) ma, dopo un primo esordio promettente, l’anno successivo viene espulso dal gruppo anche se, di fatto, era stato uno dei primi designer a usare colori vivaci e un immaginario bizzarro e kitsch, con grande libertà creativa, frutto della sua indole surrealista. Una capacità e libertà inventiva unita al virtuosismo di chi si sente libero di superare certi limiti e di andare “oltre”. Superati, infatti, i formalismi delle tendenze stilistiche di Memphis (e di sua “cugina” Alchimia). Serafini inizia a creare opere coerenti al suo modo di vedere e immaginare, come ad esempio la sedia a spirale Suspiral.

Ma dove Serafini riuscì a realizzare il meglio del suo pensiero, fatto di osservazioni e capacità di modificazione e stravolgimento dei modelli tradizionali, per arrivare a pensare e realizzare opere fuori da ogni possibile riferimento a modelli più o meno consolidati, fu negli anni Ottanta e Novanta, in occasione delle tante partecipazioni alle mostre collaterali che ho curato ad “Abitare il Tempo”, presso la fiera di Verona.

All’epoca riuscivo a far dialogare artisti e architetti, che non avevano mai lavorato con aziende del mobile classico: aziende che non avevano mai avuto contatti con il mondo del progetto e dell’arte. Memorabili le opere di alcune partecipazioni di Serafini (nell’ambito delle mostre “Progetti e territori”, “Design territoriale”, “Genius loci”, con la partecipazione di diverse regioni italiane), come quella proposta per la regione Umbria per la quale progettò il SALTO-di-pesce, il Bisecretaire, il Mobiluovo, Dentro-la-foglia, in cui il suo estro e il suo virtuosismo bizzarro diedero il meglio.

Dall’allestimento della mostra “Oggetto e società” del 1994 alla “Stanza del Coro-Guardaroba”, dove faceva bella mostra il mobile Curvadio, una sorta di armadio in radica di noce dalle curve sinuose e barocche. Un mobile che è recentemente ricomparso dal nulla, a Parigi, in un’asta da PIASA.

Nella stanza del coro-guardaroba si discute cantando sugli abiti da giorno, si scelgono sia calze che calzini, è molto bello sostarci nei dì di festa seduti sulle seggiole-cassettate, con a fianco il battimano colorato contemplando l’elegante curvadio. (Luigi Serafini)

Dopo “Abitare il Tempo” molte altre furono le esperienze che, dall’arte al design, accolsero le sue opere, connotate attraverso i linguaggi, i segni, i materiali di quel virtuosismo e surrealismo che ha reso l’arte di Luigi Serafini un’esperienza di assoluta originalità nel panorama internazionale.

Non ultima, mi piace ricordare la sua partecipazione alla mostra che curai alla Triennale di Milano nel 1992 “Spazio-Reale, Spazio Virtuale” che fu un’occasione, nei lontani primi anni Novanta, per artisti e progettisti di confrontarsi con i nuovi linguaggi audiovisivi e multimediali in contrapposizione ai linguaggi produttivi tradizionali: occasione in cui l’arte visionaria di Serafini trovò uno stimolante terreno creativo.

Ugo La Pietra

Ugo La Pietra

Artista, architetto, designer e soprattutto ricercatore nella grande area dei sistemi di comunicazione. La sua attività è nota attraverso mostre, pubblicazioni, didattica nelle Accademie e nelle Università. Le sue opere sono presenti nei più importanti Musei internazionali.

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