Viaggiare, spesso, vuol dire comunicare. Comunicare attraverso il viaggio vuol dire anche “perdersi”, lentamente e progressivamente, nel territorio che si visita. C’è però un modo di viaggiare che consente di preservare la propria identità: il viaggio in treno. “Stare a guardare” – ecco l’essenza di questo viaggio: un percorso che si svela progressivamente lungo l’itinerario prestabilito. Il mondo scorre oltre il finestrino con suggestioni che non ci appartengono ma che stimolano la nostra fantasia. Mancano gli odori e i rumori, e soprattutto manca il contatto diretto nella natura e nel paesaggio.
Il progetto “La Dolce Vita Orient Express” di Dimore Studio reinterpreta il design italiano per un nuovo treno di lusso. Interni, materiali e artigianato dialogano con la storia, trasformando il percorso in un’esperienza di stile e identità.
La condizione del viaggiatore sul treno, separato dal mondo esterno, è amplificata dallo spazio interno — dal suo arredamento e allestimento — che diventa parte integrante del paesaggio in movimento. Lo sapeva bene Gio Ponti quando arredava le grandi navi da crociera negli anni Cinquanta, Andrea Doria, Giulio Cesare, Conte Biancamano e Conte Grande: «Le nostre navi devono essere dedicate all’Italia in due modi: uno figurativo, rappresentato dagli oggetti d’arredo, e l’altro come espressione della cultura italiana». È con questo spirito che Dimorestudio (studio di architettura fondato a Milano da Emilio Salci e Britt Morgan) ha affrontato il progetto “La Dolce Vita Orient Express” che reinterpreta ciò che in tanti anni è stato il design italiano e che ci ricorda l’attualità di un mezzo che ha attraversato per generazioni l’Europa alimentando la nostra fantasia.
Il viaggio, quindi, grazie a uno strumento (il treno) in una dimensione organizzata: un viaggio che ci proietta nei territori attraversati e allo stesso tempo preserva la nostra identità. Identità che diventa l’occasione per esaltare l’arte di vivere all’italiana: con interni che mettono in evidenza l’ancora vivace maestria degli artigiani italiani con segni (arredi e decori) che attingono alla creatività della cultura degli anni Sessanta e Settanta.
Arte e design sono i caratteri che hanno così sostenuto a suo tempo le proposte di arredo navale di Ponti, un modello progettuale già anticipato dall’opera di Gustavo Pulitzer, che con i suoi arredi del Conte di Savoia decretò per primo lo stile navale moderno all’italiana. Salci e Morgan hanno dimostrato, con la ristrutturazione e i nuovi arredi dell’Orient Express, di voler raccogliere l’eredità di questi grandi architetti arredatori, lavorando con artigiani di alta qualità, progettando su misura e ripercorrendo il modello della vecchia disciplina “Architettura degli interni” insegnata nelle Facoltà di Architettura. Ogni elemento dell’arredo è stato quindi pensato nel tentativo di trovare un equilibrio tra significato storico e funzionalità contemporanea; ogni spazio è curato nei minimi dettagli per dare la sensazione di essere sempre stato lì: con questa definizione i due progettisti aspirano a quel modello progettuale dell’oggetto “classico”, tanto caro a Gio Ponti, ovvero l’oggetto che sfida il passare del tempo e delle mode.
Così è nato “La Dolce Vita Orient Express”, un progetto di turismo di lusso su rotaia, firmato Arsenale Group in partnership con il marchio Orient Express del Gruppo Accor. Da Roma a Parigi, da Istanbul a Spalato, il viaggiatore soggiornerà in un Hotel, dove l’aspirazione dei progettisti è stata quella di proporre l’arte di vivere all’italiana, che si è concretizzata in arredi di design e opere d’arte, che ci ricorda ancora una volta lo slogan di Gio Ponti “la casa all’italiana” coniato per i suoi progetti domestici degli anni Quaranta. Un modello culturale e progettuale che vuole essere portatore di valori attraverso la cultura materiale del made in Italy: dagli oggetti al cibo.









