Il Grand Tour in Italia di Doppia Firma

di Alessandra de Nitto

fotografie di Laila Pozzo

pubblicato su Mestieri d’Arte & Design. Crafts Culture n. 32 aprile - 2026

Solo chi rischia di andare troppo lontano
avrà la possibilità di scoprire
quanto lontano può andare
 — T.S. Eliot

L’edizione 2026 di Doppia Firma, che ha luogo a Milano in occasione del Salone del Mobile come accade annualmente dal 2016, è ispirata al tema fascinoso del Grand Tour in Italia, meta prediletta dello storico viaggio di istruzione e formazione dei giovani europei. Le tappe classiche dell’itinerario includevano in particolare Venezia, Firenze, Roma, Napoli e la Sicilia. I viaggiatori potevano partire dal nord Italia, talvolta passando da Milano o Torino, e le destinazioni principali erano concentrate sulle grandi città d’arte, sulle bellezze del paesaggio e sui siti archeologici, che offrivano un’immersione nella cultura classica.

Dagli splendidi itinerari storici del Grand Tour al turismo di massa dei giorni nostri sono cambiate tante cose: ma una sola per nostra fortuna è rimasta inalterata, ed è la passione per l’Italia, che resta saldamente una delle mete predilette dei viaggiatori di tutto il mondo, luogo fra i più desiderati e amati.

 

L’edizione 2026 di Doppia Firma rinnova il suo format distintivo celebrando l’incontro tra design contemporaneo e alta artigianalità. Dodici coppie di designer e maestri rileggono tradizioni locali in chiave attuale, dando vita a opere inedite esposte a Milano durante il Salone del Mobile.

 

Il tema è declinato nella nuova edizione di Doppia Firma, presso la Casa degli Artisti di Milano dal 21 al 26 aprile, in modo variegato e affascinante, grazie alle dodici coppie di designer e maestri d’arte, che si sono incontrati per dar vita a opere dense di significato e di bellezza, sempre nel segno di un recupero intelligente delle tradizioni locali (da Venezia a Firenze, da Milano a Torino, da Roma a Napoli a Palermo) e di una loro rilettura molto contemporanea.

Doppia-Firma-2026-Librarti-Von-Zweigbergk©Laila-Pozzo-3

Il successo del format, ideato ormai 11 anni fa da Fondazione Cologni con Living Corriere della Sera e con il supporto di Michelangelo Foundation, si rinnova grazie alla sua formula vincente: favorire l’incontro della grande cultura del progetto con il saper fare di eccellenza. Con un punto fondamentale: progettista e maestro artigiano sono sullo stesso piano, giocano ruoli di pari importanza, si relazionano in una dimensione autentica di scambio reciproco, “firmano” entrambi l’opera che nasce da questo sodalizio virtuoso, senza gerarchie tra creatività e manualità. In questo sodalizio tra creatività e talento, entrambi i protagonisti raccolgono la sfida e si mettono alla prova, spingendo le proprie capacità creative sempre più lontano, in territori spesso inesplorati. Una formula vincente, che è diventata modello replicato a livello internazionale e che negli anni ha dato vita a opere sempre inedite e sorprendenti, forti della connessione fertile tra visioni, capacità e culture diverse.

Doppia-Firma-2026-Capodimonte-Anastasio©Laila-Pozzo-2

Quella di Andrea Anastasio e la Reale Manifattura di Capodimonte è una rilettura storica consapevole e profonda: Innesti #3 non è semplice citazione di un repertorio formale, ma memoria di forme e tecniche stratificate nei secoli, per arrivare all’oggetto vaso. Il vaso, nella sua funzione primaria, diventa così un dispositivo narrativo, portatore di memoria e di una tradizione manifatturiera unica.

Arthur Arbesser, creativo viennese basato a Milano dove progetta arredi, oggetti di design, moda e costumi teatrali, ha lavorato con Andrea Bouquet, artista artigiano piemontese che “mescola, miscela e innesta” l’ebanisteria tradizionale con gusto contemporaneo. Un sodalizio che ha dato vita a un sofisticato complemento d’arredo in legno, un cabinet con un disegno a scacchiera che valorizza anche la sapienza artigiana nell’uso di legni diversi.

Doppia-Firma-2026-Giuliano-Baron©Laila-Pozzo-3

Sam Baron, noto progettista francese che porta avanti un’indagine artistica e funzionale molto originale legata anche a narrazioni culturali e storiche, ha incontrato a Monreale Nicolò Giuliano, maestro noto per le sue ceramiche decorative dai colori straordinari e per le installazioni di grandi dimensioni. Da questo incontro nasce Terra-Ma(d)re, un vaso cerimoniale in argilla bianca che riprende nel decoro simboli e figure della tradizione siciliana, come limoni, melograni, ulivi, figure marine.

Doppia-Firma-2026-Tudisco-Ossino©Laila-Pozzo-4

Morphose è il fascinoso complemento d’arredo progettato da Constance Guisset, designer e scenografa francese, che immagina una sorta di seduta fantastica, una creatura da scena teatrale suddivisa in tre moduli che sono in realtà tre pouf. L’effetto ricorda un serpente che entra ed esce dal pavimento. Per dare corpo a questa chimera Constance si è avvalsa del raro savoir-faire di Marco Castorina, ebanista di una delle storiche botteghe fiorentine, specialista nelle tecniche di intaglio del legno.

A Milano hanno lavorato due coppie d’eccezione, a rappresentare materie e lavorazioni tipiche del luogo. Ugo La Pietra, nome storico del design italiano, grande progettista e conoscitore del mondo artigiano, ha lavorato con Alessandro Rametta, maestro dei metalli de La Fucina di Efesto. L’inedita collaborazione ha preso forma in un’installazione di piccole case sul tema del rapporto tra città e natura, tanto caro e indagato da La Pietra, qui realizzato in rame e bronzo, omaggio all’arte dei metalli che ha trovato nella città storiche espressioni in botteghe artigiane importanti.

Doppia-Firma-2026-Castorina-Guisset©Laila-Pozzo-4

Ancora a Milano un’altra coppia d’assi: Sara Ricciardi e Fabscarte. La nota designer campana, sempre animata da una vena poetica molto libera e sensuale, si è cimentata nell’ideazione di una sorta di aquilone colorato in carta, sospeso e reso vivo dalla maestria di Fabscarte nella decorazione della carta a mano.

Marcantonio, designer ravennate ben conosciuto per la sua vena ironica e fantastica, e per il suo interesse nel rapporto uomo-natura, si è cimentato con il maestro bronzista romano Alessandro Valentini nella creazione di Awakeness, una figura umana in bronzo formata da calchi di forme vegetali come foglie, rami e fiori. Un’opera che mette suggestivamente in relazione l’essere umano con il mondo naturale.

Doppia-Firma-2026-Bouquet-Arbessere©Laila-Pozzo-4

A Firenze, due grandi nomi hanno trovato terreno fertile per un sodalizio originale. Paola Navone e Tommaso Pestelli. Il maestro orafo, autore di straordinari objet d’art di memoria rinascimentale, ha messo la sua arte sopraffina al servizio del progetto molto contemporaneo di Paola Navone, storica architetto e progettista italiana, viaggiatrice eclettica, che ne La table conquise esplora arditamente il concetto di natura che prende il sopravvento sull’umano con un’invasione di api, create a mano dal maestro Pestelli come piccoli gioielli e innestate sul servizio di piatti Reichenbach.

Elena Ossino, architetto e designer siciliana, e Giuseppe Tudisco, il maestro dei gigli di Nola, hanno creato Intreccio sospeso, una lampada che esprime la bellezza dell’incontro tra la cartapesta e la luce in una forma essenziale e profondamente espressiva.

Doppia-Firma-2026-Ongaro&Fuga-Pellizzari©Laila-Pozzo-2

È ancora la carta a ispirare la designer svedese Clara von Zweigbergk, affascinata a Roma dal talento di Michele Pernaci di Librarti: insieme hanno dato vita a una collezione di quaderni rilegati ad arte e a una poetica bambola di carta.

A Venezia, meta prediletta di ogni viaggio, si sono incontrati Christian Pellizzari, designer e talentuoso volto della moda italiana, che con i maestri veneziani di Ongaro e Fuga si è cimentato nel vetro dando vita a Lacus, spettacolare specchio che sposa la grande tradizione veneziana alla sensibilità preziosa del designer.

Doppia-Firma-2026-Valentini_Marcantonio©Laila-Pozzo-4

E alla fine di questo incredibile viaggio, Roberto Sironi, sensibile artista multimediale milanese e il grande maestro muranese Simone Cenedese si sono immersi insieme nei fondali di Venezia per dare vita a Abissi, due spettacolari sculture luminose in vetro soffiato che davvero sembrano portare alla luce le misteriose creature del mare.

Fabscarte-Sara-Ricciardi©Laila-Pozzo-1

Pestelli-Navone©Laila-Pozzo-2

Doppia-Firma-2026-Cenedese-Sironi©Laila-Pozzo-2

Fucina-di-Efesto-Ugo-La-Pietra©Laila-Pozzo-2

Alessandra de Nitto

Alessandra de Nitto

Alessandra de Nitto è direttore editoriale della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte. Laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo Storia dell’Arte, ha svolto per diversi anni un’attività freelance in ambito culturale, curando mostre, libri e manifestazioni. Dal 1995, anno della sua nascita, si occupa dell’attività della Fondazione Cologni, con particolare riferimento alle numerose pubblicazioni, all’attività espositiva e alle varie iniziative di valorizzazione dell’alto artigianato portate avanti nell’ambito della sua mission.

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