Non c’è compagna di viaggio più leale della nostra valigia: silenziosa, sempre al nostro fianco, custode di abiti e oggetti preziosi e no. È insieme costante e simbolo di ogni spostamento, non a caso sono tanti i viaggiatori che amano lasciarvi sopra un’impronta a ogni nuova tappa, un’immagine, un adesivo, qualunque cosa capace di farsi ricordo.
Tra artigianalità e design, i bauli e le valigie di Bertoni 1949 diventano compagni silenziosi, capaci di unire tradizione, ricerca e stile. La storia di un’azienda che fa del bagaglio un oggetto destinato a durare, rivelando molto di chi lo sceglie.
Ma che cos’è esattamente una valigia? Se pensiamo a lei come a un semplice oggetto, una valigia è “solamente” un contenitore, e pertanto dev’essere pratica e funzionale. Se invece la analizziamo in relazione al suo contenuto, come bagaglio, ecco che acquista un significato più poetico e nobile. Il bagaglio è l’insieme delle cose personali che il viaggiatore porta con sé, è un’attenta selezione di averi ritenuti indispensabili. Ma è anche l’oggetto dove si trasportano tracce dei luoghi appena visti, semi destinati a radicarsi altrove. Questa visione è ciò che continua a ispirare da più di settant’anni le creazioni di Bertoni 1949, storica azienda della provincia di Varese specializzata nella realizzazione di prodotti di pelletteria di lusso per il viaggio.
La storia inizia grazie all’intraprendenza e all’audacia di Riccardo Bertoni e di tre suoi amici, che nel secondo dopoguerra hanno voluto mettere in gioco l’esperienza acquisita nell’ambito della pelletteria e avviare una loro attività indipendente. «Quando l’impresa venne fondata nel 1949», racconta Gaia Bertoni, terza generazione alla guida della azienda di famiglia, «Varese era ancora un noto centro manifatturiero della pelletteria, soprattutto legato alle calzature e valigie. Con gli anni, lo scenario locale è profondamente cambiato». Nonostante il ritiro dei due soci dall’azienda, il nonno di Gaia ha continuato l’attività, mosso da passione e profonda dedizione, gettando le basi per quella che oggi è diventata un’importante realtà nell’ambito della valigeria di lusso.
Nel corso degli anni Bertoni 1949 si è infatti imposta come assoluta eccellenza nel settore, grazie all’attenzione per i dettagli, alla qualità dei materiali, alla maestria artigiana e a un’estetica capace di unire sapore retrò, design contemporaneo e funzionalità. «Ci piace immaginare che chi sceglie una nostra valigia sappia di scegliere una compagna di viaggio destinata a restare nel tempo», continua Gaia. E in effetti, guardando le creazioni di Bertoni 1949, si viene proiettati in un lontano passato, quando chi poteva permettersi di viaggiare lo faceva con grande stile. Davanti agli iconici bauli da viaggio in pelle ci si dimentica momentaneamente dei trolley di oggi, creati più per essere pratici che belli, e ci si lascia trasportare con l’immaginazione sulle carrozze di poeti e scrittori che attraversavano l’Italia, oppure sull’Orient Express o sulla nave Sudan dei romanzi di Agatha Christie. «Quest’estetica retrò è diventata l’essenza della nostra identità, attraverso la quale vogliamo non solo ricordare le origini dell’azienda ma anche alludere a una visione più sofisticata e profonda del viaggiare», prosegue Gaia.
Un esempio è il baule-scrivania Nomad Trunck, un vero omaggio ai dandy e alle grandi dame. Questo oggetto dalle linee classiche viene oggi attualizzato e riproposto anche come complemento d’arredo: si tratta di un baule in pergamena di capra bianca con finiture in pelle di coccodrillo nero che al suo interno rivela sorprendentemente una scrivania da viaggio completa di tutti i comfort, una comoda seduta, cassetti in rovere e un tavolo da lavoro, tutto realizzato magistralmente dagli artigiani della valigeria.
Nei bauli, come in tutti i prodotti di Bertoni 1949, viene applicata la filosofia dell’azienda, basata sulla commistione di tradizione e innovazione. Alle forme classiche e alle antiche tecniche artigianali si combina una continua ricerca di nuove estetiche e materiali, così da offrire al cliente esperienze sempre nuove e originali. «Nel creare i nostri bauli usiamo, ad esempio, la pergamena di capra, un pellame ampiamente utilizzato in passato per la realizzazione di valigie ma oggi caduto in disuso perché rigido e dalla grana irregolare», spiega Gaia. «Ci siamo fatti ispirare dalla tradizione e abbiamo riproposto questo materiale resistente attualizzandolo con varie colorazioni e un’estetica più contemporanea».
Innovazione è dunque una delle parole d’ordine dell’azienda, e non potrebbe essere diversamente considerando quanto sia profondamente cambiato il modo di viaggiare nel corso degli anni. Quando Bertoni fu creata, bauli e valigette in pelle con l’anima di legno erano di grande attualità, ma nel corso degli anni ci si è necessariamente dovuti reinventare e aprire a nuovi mercati, rispondendo alle nuove esigenze del pubblico e alle mutate forme del viaggiare. «Una sfida affrontata con successo da mio padre Alberto che non solo ha portato avanti l’attività di famiglia, ma l’ha ampliata lanciandola verso mercati internazionali e nuove potenzialità», continua Gaia.
Grazie alla visione di Alberto, infatti, Bertoni 1949 si è anche aperta alla collaborazione con i grandi marchi della moda, offrendo loro la grande competenza acquisita nel settore. A una parte produttiva indipendente e originale firmata Bertoni e affidata ad Alberto e Pietro, il fratello di Gaia, si aggiunge dunque il non facile compito di tradurre in realtà le visioni di diversi direttori creativi, adattando il savoir-faire dell’azienda alle diverse necessità dei singoli brand. «Tutte le fasi di lavorazione, dalla realizzazione delle forme in legno fino alle finiture, vengono eseguite interamente nel nostro stabilimento, dove una trentina di artigiani impiegano il loro talento per dare forma a questi capolavori, spesso collaborando tra loro, come nel caso dei nostri iconici bauli che richiedono oltre un mese di lavoro per essere completati», chiosa Gaia con orgoglio.









