Nel programmare un viaggio l’importante, si sa, sono i consigli. Ed è questo il compito che si è prefisso Matteo Parigi Bini quando 25 anni fa ha deciso di fondare una casa editrice con lo scopo di fornire non solo indirizzi utili, ma anche storie belle e interessanti che costituiscono la trama delle città. Ci racconta il dinamico editore toscano: «Mio padre era un cronista molto noto. Fin da bambino andavo a trovarlo in redazione per respirare quell’atmosfera densa di frenesia e inventiva, scandita dal ritmo delle macchine da scrivere. Negli anni Novanta fondò una piccola casa editrice a Siena: io frequentavo l’Università ma andavo spesso ad aiutarlo. Volevo partecipare anch’io a quell’alchimia capace di trasformare un pensiero, un’idea in una rivista. Un’estate insieme a un mio compagno di studi ci venne in mente di creare una pubblicazione che unisse il mondo della produzione tessile a quello della moda». In poco più di due anni La Spola divenne il punto di riferimento per il comparto. Era il 1997: da quella rivista è nato il Gruppo Editoriale, e poi Firenze, Roma, Capri, Milano, Venezia Magazine e molte altre testate, oltre a un catalogo di libri che oggi conta più di cento titoli. Quel compagno di università, Alex Vittorio Lana, è il socio di Matteo Parigi Bini in questa avventura da quasi trent’anni.
Ma quando è nata la passione per l’artigianato che ha ispirato la collana di guide “su misura”? «La passione per l’artigianato è nata osservando i maestri al lavoro nelle botteghe fiorentine. C’è qualcosa di magico nel vedere come tradizione e creatività si incontrano. Con la collana “su misura” ho voluto raccontare questo mondo dando voce a chi tramanda saperi antichi con uno sguardo contemporaneo e, soprattutto, far conoscere questi maestri ai viaggiatori più curiosi e attenti».
Senza dubbio far emergere le personalità di chi caratterizza i luoghi è una sua prerogativa. Ci spiega Matteo: «I luoghi non vivono senza le persone che li animano e li trasformano. Mi piace raccontare le storie dietro le quinte: chi c’è dietro un museo, un atelier, un ristorante. Sono loro a rendere ogni esperienza autentica e irripetibile». Quali sono i personaggi che più l’hanno colpita? «Ognuno mi ha lasciato qualcosa, ma i due grandi Maestri che mi sono rimasti nel cuore sono Oliviero Toscani, che ha creduto in me fin dall’inizio e col quale ho condiviso momenti di lavoro e di vera amicizia, e Giorgio Armani, che è stato un faro nel momento più buio del lockdown: l’intervista che mi concesse ci aiutò a superare quel periodo così delicato».





