«Tutti parlano del Caso, ma io sono convinta che ci sia qualcosa che ci guida verso il nostro Destino». Giovane e piena di vita, Martina Nocentini apre così il racconto dei suoi inizi nel mondo degli intrecci vegetali. «Fino al 2016 creavo bijoux in alluminio e lavoravo la pelle», ci spiega. «Poi sono partita per la Francia e sono arrivata a Villaines-les-Rochers, un paese nella regione della Loira. Da secoli la popolazione vive intorno alla cesteria e ospita il più grande gruppo di artigiani del vimine di Francia. Ho iniziato per curiosità un corso di formazione di 15 mesi, partendo dalla spellatura del salice, poi sono stata selezionata per entrare a far parte di una équipe formata da Hermès, diventando la responsabile del controllo. Sono stata anche designata per fare delle dimostrazioni artigianali a Parigi, sempre dalla Maison francese. Ero entusiasta: confesso di essere stata colpita dal “virus della cesteria”, come lo chiamano là!». Dopo cinque anni, per amore della sua famiglia, Martina decide di rientrare in Toscana e di aprire un laboratorio in proprio nel verde delle colline fiorentine.
Nel centro del suo spazio troneggia una grande vasca per mettere a bagno il vimine. Qui, munita di battole, punteruolo, roncola, cesoie e pinze, l’abile artigiana dà vita a magnifici oggetti quali specchiere, sottopiatti, vassoi, coprivasi. Tra le sue creazioni più particolari ci sono i cesti da trasporto con maniglie o manico centrale in cuoio di vari colori, a concia vegetale, e le grandi ceste-tavolino da mettere vicino ai divani. «Realizzo anche i tradizionali cesti da pic-nic con coperchio che decoro a seconda dell’ispirazione. All’interno si possono creare divisori per separare i bicchieri e porta bottiglie, a seconda del desiderio del cliente. Sono oggetti di tradizione che oltre a essere utili per il trasporto delle vivande rendono anche esteticamente più belle le gite in campagna», conclude Martina. Nella mostra Artigianato & Palazzo a Firenze la commissione interna le ha assegnato il primo premio per l’abilità artigianale e l’inventiva.






