Un laboratorio artigianale di grande charme nascosto in un cortile segreto di un palazzo della vecchia Milano. L’ha aperto negli anni Novanta Costanza Paravicini che, dopo gli studi artistici, ha iniziato a creare dei servizi di piatti decorati a mano di straordinaria qualità. In breve, la raffinatezza e la particolarità delle sue ceramiche è divenuta una delle eccellenze della città. Oggi la produzione si è arricchita di tanti nuovi modelli, lo spazio è raddoppiato e con lei ci sono le figlie Bona, Benedetta e Margherita Medici, che seguono la produzione che negli anni è cresciuta fino ad annoverare trenta servizi di piatti, oltre a quelli realizzabili su commissione. Le forme tra cui è possibile scegliere sono cinque: ogni modello può essere dipinto con i decori desiderati.
«Il tipo di ceramica sulla quale vengono effettuati i decori è alquanto speciale, perché è simile per l’impasto a quella inglese, rinomata per resistenza e leggerezza», spiega Costanza Paravicini. «I decori vengono realizzati a mano, su mio disegno, poi riprodotti sui piatti a stampa, a pennello o con tecnica mista.

Per questo è possibile personalizzare ogni pezzo con infinite varietà di motivi. Riusciamo a realizzare da 4 fino a 12 grafiche diverse per ogni tema». La straordinaria artigiana ha messo a punto una tecnica per riprodurre, con serigrafie progettate a mano, i decori sul biscotto che poi viene invetriato e cotto in forno. Il decoro diviene così indelebile e inalterabile, nonché lavabile in lavastoviglie. «Noi effettuiamo motivi ornamentali che si ispirano alle antiche porcellane cinesi, ad animali selvatici, ai particolari di una tovaglia, ai fiori, agli insetti, ai cani. Possiamo riprodurre anche ville e giardini a campione, su interi servizi di piatti, tazze, cache-pot, vassoi, completandoli con cifre intrecciate, a scelta dei clienti». Si spazia dalle grafiche minimali e geometriche ai decori barocchi. Continua Costanza Paravicini: «Ogni anno, in occasione della Design Week, produciamo una collezione nuova. Quest’anno abbiamo lavorato con la designer Mary Lennox, ispirandoci ai giardini all’italiana. Le collaborazioni con architetti e creativi fanno parte integrante del nostro percorso. L’ultima nostra collezione, Jungle, riproduce disegni un po’ naif nello spirito di Rousseau. Sarà possibile vederla in autunno».
La preziosità di queste ceramiche sta nel fatto che non si limitano a rendere bella l’apparecchiatura, ma raccontano storie ed evocano atmosfere aggiungendo personalità alla tavola.




