Sergio Pedemonte è un “figlio d’arte” che fin da bambino ha respirato l’aria della creatività e dell’innovazione.
A cavallo degli anni Ottanta suo padre Marco, pilota di rally, aprì una carrozzeria nell’entroterra di Genova specializzandosi nella preparazione di scocche per auto da corsa e nella lavorazione di materiali compositi, tanto da essere chiamato come consulente per lo studio dell’aerodinamica di Ferrari e Lamborghini.
Il figlio Sergio ha iniziato a formarsi al suo fianco, fino alla decisione di dedicarsi alla sua passione, la bici, diventando un Maestro in questo campo. «Da noi ogni telaio viene pensato in funzione delle esigenze del cliente, come un abito fatto a mano. Per noi è la bici che deve adattarsi al cliente e non il cliente alla bici. Teniamo conto di ogni misura: l’altezza del cavallo, la lunghezza delle braccia, la larghezza spalle». Continua Sergio: «Per le bici da corsa collaboriamo con un biomeccanico che si sofferma sulla resistenza e sulla capacità muscolare dell’atleta. Abbiamo anche introdotto una speciale tecnologia chiamata IWS, un sistema di doppia fasciatura esterna e interna dei nodi più sollecitati dei telai, per renderli più resistenti».
Ma la maestria di Sergio e della sua équipe non si limita alle bici e alle macchine: la Pedemonte Bike ha affiancato la PMT Compositi che fornisce componenti in fibra di carbonio per nautica, aeronautica, auto, moto. «Grazie alla specializzazione nel ridurre il peso di ogni elemento, abbiamo creato dei componenti per le barche della Coppa America, i foil, che servono a far volare le imbarcazioni», ci confida. Nel vasto capannone, sulla strada del Turchino, gli spazi sono suddivisi per le diverse fasi delle lavorazioni. «Ci siamo trasferiti qui nel 2013 perché avevamo necessità di spazi più ampi e questa ex cartiera dei primi Novecento era il luogo ideale per le nostre esigenze. All’interno ci sono tavoli e computer per disegnare e sviluppare le misure antropometriche, le cabine di laminazione, il reparto per la costruzione dei telai, plotter da taglio, un’autoclave da 1.5 x 4m per la polimerizzazione delle fibre di carbonio. E poi i forni per far indurire le resine». Al fianco di Sergio, uno staff di 12 artigiani specializzati collabora alla creazione di ogni elemento. Oltre al premio Fulvio Acquati ricevuto nel 2017 per Rhinoceros durante il Cosmo Bike Tech Award di Verona, Sergio Pedemonte è candidato al Compasso d’Oro 2026 con il nuovo modello di telaio gravel Altavia, dedicato alla famosa Alta Via dei Monti Liguri.






