Nella parola partner c’è un elemento che ne svela una particolare profondità. È il tortuoso ma evidente legame etimologico con parte, termine che presuppone un tutto originario, una spartizione e, talvolta, un ritrovarsi. Anche lontano dai miti e dal discorso amoroso, nelle migliori partnership quel tutto originario è una comunione valoriale e progettuale che conferisce senso al ritrovarsi insieme, un’affinità elettiva che è uno dei fondamenti dell’amore. Vacheron Constantin e il Museo del Louvre sono partner dal 2019: un marchio svizzero di alta orologeria, che da secoli crea segnatempo che mirano alla perennità, e un museo francese con una delle collezioni d’arte più straordinarie mai raccolte, oltre che il più visitato al mondo. Una partnership basata su una profonda e sincera condivisione di valori, che in questi anni ha dato preziosi frutti sotto forma di progetti comuni, di creazioni stupefacenti e di una narrazione culturale a due voci ma perfettamente in armonia.
Da oltre cinque anni Vacheron Constantin e il Museo del Louvre sono uniti da un comune intento che nasconde un atto d’amore: quello di preservare la bellezza, sostenere chi ne è artefice, tramandare tecniche per valorizzarla e, soprattutto, continuare a crearla.
Alle origini di tutto c’è il saper fare. Il saper fare originario degli artisti delle opere esposte al Louvre e, oggi, quello delle schiere di artigiani che ne curano la conservazione e il restauro, in concerto tra loro, facendo dialogare centinaia di tecniche diverse, tramandate da secoli e oggi supportate dalle tecnologie più avanzate. Un saper fare che mira esclusivamente all’assoluta eccellenza, unica possibile opzione quando si gestisce la responsabilità derivante da uno dei più estesi patrimoni storico-culturali del nostro pianeta, fonte infinita di conoscenza e stupore per milioni di fortunati visitatori ogni anno. Un saper fare, infine, che è perfettamente parallelo a quello dei maestri orologiai e degli artigiani di Vacheron Constantin, manifattura che dal 1755 – circa quaranta anni prima che il Louvre aprisse le sue porte come museo – progetta, realizza e conserva orologi che mirano, identicamente, all’assoluta eccellenza. Se le missioni sono incomparabili, non c’è invece differenza alcuna tra l’impegno, la capacità tecnica e, in qualche modo, l’amore che questi artigiani dimostrano per gli oggetti che vengono loro affidati.
Il restauro è uno dei territori d’elezione della partnership, è apparsa quindi naturale la scelta di raccontare proprio quest’arte in occasione di Homo Faber 2024, la rassegna internazionale promossa dalla Michelangelo Foundation per celebrare la creatività e il talento dei migliori artigiani. Nel corso dell’evento veneziano, Vacheron Constantin e il Louvre hanno messo in scena un doppio spettacolo nella Sala degli Arazzi della Fondazione Cini: non a caso, proprio la stanza ideata dai curatori per raccontare il tema dell’amore, momento centrale del percorso intitolato “The Journey of Life”. I restauratori del laboratorio di ebanisteria del museo hanno presentato il lavoro svolto su una vetrina in rovere impiallacciato in mogano con decorazioni in bronzo dorato: un capolavoro realizzato nel 1822 dal famoso ebanista Jacob-Desmalter, che ospita le gemme provenienti dalle collezioni reali e altri oggetti appartenuti a Maria Antonietta.
Accanto agli ebanisti del Louvre, gli orologiai di Vacheron Constantin dimostravano al pubblico l’impegno della Maison nel restauro di orologi antichi, grazie ad alcuni eccezionali esemplari: un orologio gioiello Lady Kalla del 1985, un orologio da tasca del 1908 e tre orologi storici americani del 1921. Se il restauro è amore per il bello e impegno per la sua salvaguardia, l’atto di creare racconta però meglio di qualunque testimonianza cosa significhi il desiderio di perpetuare storie e tradizioni che costituiscono il nostro patrimonio culturale.
Alcuni fortunati hanno l’opportunità di accedere direttamente a questo atto creativo, e di possedere uno degli straordinari oggetti realizzati da Vacheron Constantin, in collaborazione con il Louvre, per dare materia e anima all’intero mondo di valori che questa partnership incarna. Da una parte, gli orologi frutto dell’iniziativa “Un capolavoro al polso”, grazie alla quale un cliente può scegliere un’opera da far riprodurre dagli artigiani smaltatori della Maison sul quadrante di un modello Les Cabinotiers. Dall’altra, quattro segnatempo dedicati ad altrettanti momenti della storia che viene raccontata dalle collezioni del museo: l’Impero persiano sotto Dario il Grande; l’Egitto dei faraoni del Medio Regno; il periodo ellenistico in Grecia; la nascita dell’Impero Romano con l’avvento di Augusto. Tutte queste creazioni nascono da un dialogo profondo tra designer, orologiai, storici, conservatori e, soprattutto, tanti straordinari artigiani, in grado di scegliere le tecniche filologicamente più accurate e farle dialogare, per trasformare la materia in bellezza e per renderle omaggio, con il profondo amore che da secoli caratterizza i loro mestieri.









