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Giusto Manetti Battiloro

Via Tosca Fiesoli, 89 M - 50013 Campi Bisenzio (FI)

Una delle più antiche famiglie di maestri artigiani italiani è quella dei Manetti, rinomati battiloro di fama internazionale. Tutto iniziò nel Seicento quando Matteo, doratore fiorentino, si trasferì a Roma per realizzare la palla d’oro della cupola di San Pietro di Michelangelo. La sua fama crebbe tanto che poco dopo fu richiamato a Firenze per restaurare la sfera che sormonta Santa Maria del Fiore. Da allora l’importanza della famiglia è cresciuta insieme all’eccellenza dei suoi prodotti, fino a diventare leader mondiale nella produzione della foglia d’oro e d’argento. Racconta Niccolò Manetti, quindicesima generazione e uno dei sei discendenti oggi alla guida dell’azienda: «Penso che il merito dei miei antenati sia stato quello di crescere insieme ai loro tempi, cavalcando le innovazioni, come fece Luigi che nel 1820 trasformò la bottega artigiana in una fabbrica meccanizzata e Giusto che seppe affiancare all’artigianato la produzione industriale». I numerosi riconoscimenti internazionali lo confermano. «Abbiamo lavorato per il British Museum, la Nasa e, negli ultimi anni, per il Teatro La Fenice di Venezia, il Louvre e Buckingham Palace», racconta con orgoglio. Non sono mancati momenti difficili, come la piena dell’Arno del 1966 che distrusse il laboratorio e i macchinari. «Ma non ci siamo mai arresi.»

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Nel nuovo stabilimento di Campi Bisenzio, 120 dipendenti trasformano ogni anno circa 500 chili d’oro in 30 milioni di foglie. «La foglia d’oro è il risultato di un’alchimia: richiede abilità artigianale, tecnologie sofisticate e la conoscenza di un’antica tradizione. Partiamo dall’oro puro, che fondiamo insieme a rame e argento secondo ricette gelosamente custodite. Dai lingotti otteniamo sottili nastri metallici che vengono laminati e infine battuti a mano con martelli di pesi diversi fino a ottenere foglie impalpabili come la seta. L’ultimo passaggio è il taglio manuale e l’inserimento nei libretti di carta.»
Grazie all’elevata conducibilità elettrica e alle proprietà riflettenti e schermanti, l’oro trova impiego anche nella ricerca scientifica e tecnologica avanzata. La foglia d’oro viene utilizzata nei restauri, nell’arte, nell’arredamento, nella gastronomia e nella cosmesi. «L’espressione “indorare la pillola” nasce nel Medioevo, quando i cerusici veneziani rivestivano con foglie d’oro le medicine destinate ai signori per mascherarne il sapore», spiega Manetti. «Di recente abbiamo sviluppato anche una linea cosmetica, Beauty Gold, ispirata alle antiche tradizioni di Cina e Giappone, che già secoli prima di Cristo conoscevano le proprietà dell’oro. Essendo un metallo nobile, incorruttibile e inalterabile nel tempo, conserva caratteristiche uniche», conclude sorridendo.

Stefania Montani

Stefania Montani

Giornalista, ha pubblicato tre guide alle botteghe artigiane di Milano e una guida alle botteghe artigiane di Torino. Ha ricevuto il Premio Gabriele Lanfredini dalla Camera di Commercio di Milano per aver contribuito alla diffusione della cultura e della conoscenza dell'artigianato.