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Andrea De Simeis Cubiarte

Via Roma, 71 - Caprarica di Lecce (LE)

La ricerca inesauribile della perfezione ha portato Andrea De Simeis, appassionato di stampa e di incisione, a sperimentare tutti i metodi più antichi e geograficamente lontani per fabbricare la carta. «Ho studiato a Lecce, Urbino e Firenze specializzandomi nella stampa. Poi ho iniziato la ricerca della carta migliore, il supporto essenziale per la stampa e l’incisione: alla fine ho preso la decisione di fabbricarla da me.» E qui è cominciato il suo viaggio, che lo ha portato allo studio non solo delle famose carte di Fabriano e di Amalfi ma anche della carta giapponese Washi. «Ho fatto delle comparazioni tra le essenze orientali e quelle del bacino del Mediterraneo per scoprire che ci sono tante similitudini tra le piante. Per esempio, il fico è sorprendentemente affine come composizione morfologica al gelso cinese. Io ho la fortuna di possedere un giardino e questo mi consente di avere tutte le risorse necessarie per realizzare la carta. Nulla viene buttato durante il processo di fabbricazione, nemmeno la cenere: sono un sostenitore dell’economia circolare.» Sempre spinto dalla ricerca del sapere, Andrea è andato in Giappone da uno dei Maestri chiamati “Tesori Viventi”: qui la sua tecnica è diventata talmente perfetta da essere stato insignito del premio per la migliore carta prodotta fuori dal Giappone.

Nel laboratorio di De Simeis ci sono tanti strumenti di lavoro in legno, da lui fabbricati a mano. C’è un vecchio torchio a stella, una pressa per schiacciare i fogli, delle vasche, una rastrelliera per l’asciugatura. «I miei clienti sono artisti, architetti, proprietari di grandi marchi con i quali studio dei packaging speciali per celebrare eventi o lanciare un prodotto.» Tra le invenzioni recenti di questo Maestro d’arte c’è una curiosità meccanica progettata e realizzata insieme a un team di architetti e musicisti. Si chiama Totentanz ed è una macchina di legno, montata su ruote, che produce musica ruotando come un carillon ed emettendo fogli. «Girando una manovella suona il Dies Irae e muove tre cilindri con diciotto illustrazioni che sono state stampate al torchio. Le immagini di questo carosello si ispirano alle più celebri danze macabre europee,» spiega De Simeis. «La boîte à musique, alla fine del suo motivo musicale, sorteggia un fascicolo per il suo manovratore: una plaquette illustrata con un breve dialogo, una massima, un aforisma, una poesia, scritti da autori che hanno accolto l’invito a “raccontare” le illustrazioni,» conclude Andrea.

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